Bf109 G6 ERRATA CORRIGE

I Romagna Air Finders comunicano che i resti dell’aereo tedesco Bf109G6,recuperato il giorno 10 Ottobre 2015,non sono quelli comunicati in precedenza (weiss 13 werk nummer 161 715).

L’aereo ritrovato portava il Werk Nummer 162 110, Gelbe 11,era pilotato dall Uffz. Helmut Jalmfeld,che,abbattuto da caccia alleati l’8 Febbraio 1944 riuscì a lanciarsi salvandola propria vita. Verosimilmente nei dintorni cadde un altro aereo tedesco,generando così confusione nei testimoni oculari.

Per questo motivo la RAF evita di divulgare notizie prima dello scavo,la certezza del velivolo la si ha solamente a scavo avvenuto e a pezzi puliti e repertati.

Pertanto,a partire dal prossimo scavo,NON  verranno più rilasciate,a nessuno, notizie relative a pilota e unità coinvolte,ma solo un comunicato uguale per autorità civili e stampa.

Ci scusiamo per il disguido.

 

Bf 109 G6 3./JG77 Gelb 11 Werknummer 162 110 – Cavarzere 10 Ottobre 2015

 

February 8, 1944
VERONA M/Y:
36 B-17 of the 97th BG dropped 108 tons off 500 lbs bombs at 13:05 from 20700 feet.
Moderate accurate heavy flak was encountered at target.
20/25 Me 109, FW 190 and MC 202 were encountered near Adria enroute to target.
Claims: 2/2 /1.
No losses.

La sintesi militare ci indica in maniera fredda ed erronea la difesa di italiani e tedeschi contro i bombers, e la loro scorta. Americani senza perdite,asse 2/2/1.

I bombardieri  del 97th Bombardment Group decollarono da Amendola per sganciare 108 tonnellate di bombe da 500 libbre sul deposito ferroviario di Verona,mentre si avvicinavano al target vennero intercettati dai caccia difensori italiani e tedeschi,nei cieli sopra Adria (RO). Il riconoscimento approssimativo fece si che vennero avvistati FW190 tedeschi e Macchi 202 italiani,non presenti (erano 205 italiani verosimilmente) e i Bf 109 del JG77 decollati da Lavariano.

Nello scontro i bombers non ebbero alcuna perdita,contro una tedesca. Il Bf 109 G6 si conficcò nella campagna veneta a pochi metri dal fiume Adige.

A Cavarzere da tempo si sapeva di aerei caduti nelle vicinanze,ma ,per un colpo di fortuna si ebbe l’opportunità di conoscere non solo un testimone oculare,ma pure uno dei primi ad accorrere sul posto,in quanto soldato italiano. Alla predetta testimonianza si aggiunge quella di una signora,che fin dalla nascita,abitava a poche centinaia di metri dal luogo dello schianto.

A questi va aggiunto,l’importantissimo diario che Mons. Scarpa,parroco di Cavarzere, aggiornava giornalmente con grande dovizia di particolari. Il giorno 8 febbraio ebbe appunto a registrare lo schianto di un caccia,nei campi di Ca’ Briani.

Grazie a tutti questi documenti,i Romagna Air Finders,tentano di localizzare il punto d’impatto dell’aereo.

Contattata la proprietà del terreno,che fin da subito si dimostra entusista e collaborativa,si procede alla “ricerca sul campo”.

Già il primo sopralluogo indica che si è sulla zona giusta,sono presenti,in superficie dei frammenti di alluminio avio..un passaggio con l’alta profondità e con il magnetometro permette di restringere l’area di ricerca. Di concerto con la proprietà,con le autorità civili,Prefettura e Forze dell’Ordine e si decide di procedere all’escavazione sabato 10 ottobre.

 

Sabato 10 Ottobre si presenta come una giornata coperta e ventosa,contro ogni previsione meteorologica.

Alle prime luci del giorno viene delimitata l’area scavo,e apprestati i tendaggi per il personale RAF e la tenda per il medico della Croce Rossa.

L’inno nazionale,con tutti i presenti schierati,segna l’inizio ai lavori.

L’inizio non è il più promettente…dalle prime “bennate” non affiora nulla,solo terra!

Dopo aver scansionato ancora il terreno,si identifica con più precisione dove scavare; infatti iniziano ad apparire i primi pezzi. Gli addetti ai metal detector battono  ogni centimetro di terra per non far sfuggire via nulla;gli adetti alla security controllano che ci siano,all’interno dell’area scavo solo il personale autorizzato, il medico Dott. Capellari attende eventuali ritrovamenti di resti umani e gli adetti alla pulizia iniziano a pulire e repertare i pezzi.

Ben presto,purtroppo,si raggiunge  la falda acquifera,molto alta,che ha la meglio sulle pompe e sull’escavatore,costringendo così il gruppo ad anticipare la fine dei lavori, per non mettere a repentaglio l’incolumità di quanti lavoravano.

Nonostante l’acqua abbia impedito il recupero delle altre parti dell’aereo,il recupero è stato un buon successo.. Tra le altre cose son state recuperate la bussola madre in eccellenti condizioni, il contacolpi delle armi,il ruotino posteriore,una gamba del carrello,un flap e due pale dell’elica.

Prima della chiuisura della buca, la RAF,e tutto il personale partecipante,come consuetudine,si è raccolta,intorno allo scavo,per l’ultimo saluto a tuttii  piloti caduti in guerra,decretando così la chiusura dei lavori.

 

La Romagna Air Finders ringrazia tutti coloro che hanno partecipato allo scavo,in particolar modo al Sig. BOVO Pierantonio per aver messo a disposizione i mezzi di scavo e alla proprietà,nella persona del Sig.Borgato per aver concesso lo scavo nel proprio terreno. Si ringraziano altresì l’amministrazione comunale di Cavarzere,la Protezione Civile,la Polizia Municipale,i CArabinieri,la Croce Verde e tutti coloro che han partecipato.

Thanks to Merlin (Gerhard Stemmer) and Falcon from TWELVE O’ CLOCK HIGH for helping us.

Le foto del recupero:

http://s83.photobucket.com/user/Volto71/slideshow/Ca%20Briani

Ten Pil. Guerrino Bortolani

26-27 settembre 2014 Recupero Macchi 205V Ten Bortolani Guerrino I° Gruppo Caccia

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L’11 marzo 1944 fu una brutta giornata per la città di Padova. I bombardamenti alleati furono particolarmente violenti nella città veneta,l’obiettivo era il polo ferroviario padovano,ma tutta la città subì gravi danni, che interessarono Basilica degli Eremitani e la vicinissima Cappella degli Scrovegni.Per tentare di limitare i danni, il I° gruppo caccia, guidato dal Capitano Adriano Visconti, si alzò in volo a bordo dei velivoli Macchi 205 Veltro.
Le forze alleate,costituite e dal gruppo di bombardamento e dai gruppi di scorta,erano per mezzi e per numero nettamente superiori alle forze italiane,coadiuvate da un gruppo tedesco,il JG77,con i loro Bf109.Il 325th FG ebbe ovviamente la meglio.
Gli italiani perdettero 4 velivoli e 3 piloti,quattro furono i piloti tedeschi abbattuti.
Gli italiani perdettero il Ten Boscutti,abbattuto nei pressi di Correzzola (PD),il Ten Castellani,caduto in mare al largo di Chioggia (VE) ed il Ten Bortolani Guerrino. Il Ten Stella riuscì ad effettuare un atterraggio d’emergenza e salvarsi.
Nel novembre 2006,subito dopo il recupero del ten Boscutti,il gruppo Romagna Air Finders (R.A.F.),sotto l’egida del Presidente Leo Venieri, decise di porsi come obbiettivo,il recupero del velivolo e del corpo di Bortolani.
La ricerca di testimoni oculari e viventi fu lunga e difficile.
Nel 2011,i RAF vennero contattati da persona che conosceva,dal suocero,la storia di un caccia caduto,nel 44,nella campagna a sud di Padova e di un bombardiere sudafricano caduto sempre in zona.
Mentre si procedeva al recupero del B25 SAAF e del suo equipaggio,continuava la ricerca della zona d’impatto dell’aereo italiano.
Finalmente venimmo contattati da un signore,ultraottantenne che ricordava l’accadimento e,importante,Dove cadde il caccia.
Iniziarono subito le ricerche del proprietario del terreno agricolo dove si trovava sepolto l’aereo,e trovato il proprietario,iniziarono i primi sondaggi con metal detector e sensori di profondità.
I primi due tentativi andarono a vuoto,vista anche la grandezza della campagna,ma il rinvenimento di frammenti di alluminio avio facevano pensare che si era nel posto giusto. L’ultimo tentativo venne fatto in un campo adiacente a quello indicato dal nostro testimone e,finalmente,gli strumenti e il ritrovamento di un numero cospicuo di frammenti, fecero capire che quello doveva essere il crash site. Un problema non da poco era rappresentato da un canale d’irrigazione,da dove proveniva parte del segnale.
Attivate tutte le procedure burocratiche ed ottenuti i permessi e dalla proprietà e dalle autorità civili e militari,veniva fissata, come data dello scavo, i giorni 26 e 27 settembre.
La mattina del 26 settembre i volontari del RAF si trovarono nel campo per apprestarsi allo scavo.
L’escavatore iniziò subito a togliere sabbia,terra e fango e dopo poco cominciarono ad emergere,dal fango e melma le prove che l’aereo impattò proprio lì.
La ruota del carrello anteriore ,il ruotino di coda,pezzi di motore e longheroni della fusoliera..
Tra i vari frammenti improvvisamente comparve quello che tutti aspettavano: il paracadute ancora chiuso sopra il quale sedeva il pilota…finalmente dopo oltre 70 anni veniva estratto dalla terra il corpo di un ragazzo di 27 anni che morì in combattimento aereo per proteggere le proprie città.
Lo scavo continuò anche il giorno seguente per permettere il recupero di più materiale possibile,recuperate le bancate del motore DB605,la cloche,la pedaliera,strumenti vari di bordo e varie parti di fusoliera.
Mentre il medico legale ricomponeva la salma del Ten Bortolani,si procedeva alla chiusura dello scavo e al ripristino del terreno,poi si procedeva alla benedizione dei resti del pilota e la consegna alle autorità del Comune di Bagnoli di Sopra.
Un minuto di silenzio in memoria del Ten Bortolani e di tutti i caduti concludeva la toccante ed emozionante due giorni di scavo.
Romagna Air Finders dedicano il recupero del Tenente Pilota Guerrino Bortolani al socio Silvano Zaccari ,prematuramente scomparso, che dedicò tanto tempo per la buona riuscita dell’operazione.

(A.Voltolina)

Le foto del recupero

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SAAF Baltimore 06 Ottobre 2012

La ricerca del Baltimore sudafricano iniziò per caso.

Mentre procedevano le ricerche del Macchi 205V di Bortolani, arrivò una seganlazione di un sito dove cadde.nel 1945, bombardiere alleato. Lo stesso Tamiazzo si rivelerà decisivo,nel darci le coordinate per avvicinarci al crash site dell’aereo di Bortolani.

Scan_Pic0003 ridottoIl Baltimore di Anguillara Veneta

La ricerca:

Tutto ebbe inizio così,con una segnalazione al sito dei Romagna Air Finders:

Buongiorno, nel paese dove abito  il 26 aprile 1945 è caduto un Baltimora del 15 squadron SAAF  2 aviatori sono morti nello schianto, un terzo si è salvato saltando l’ultimo è morto il giorno successivo assieme alle famiglie che lo proteggevano in un cannoneggiamento. Il luogo della caduta è noto e restituisce frammenti metallici, ma non è mai stata condotta una campagna organizzata di scavo.
Il crash site è nel comune d’Anguillara Veneta (PD) paese lungo l’Adige al
confine con la provincia di Rovigo.

In attesa di vostre notizie porgo cordiali saluti.

Giampietro Tamiazzo “

 

Nel febbraio scorso, Alessandro Voltolina, ricercatore aeronautico di Chioggia,contatta il Tamiazzo per vedere se si potevano porre le basi per un’eventuale ricerca e poi recupero. La scorsa primavera, Voltolina, si rivolse ad Agostino Alberti, ricercatore del gruppo Air Crash Po, per effettuare una ricerca storica su un velivolo Alleato precipitato la notte del 25 aprile 1945 nei pressi di Anguillara Veneta, a mezza strada tra Rovigo e Monselice.

Testimonianze raccolte  dai R.A.F. presso contadini del posto parlavano di “un aereo inglese che era stato abbattuto dall’ antiaerei tedesca la notte del 25 aprile 1945 e si era schiantato in un podere, nei pressi di una idrovora”.

Due aviatori erano riusciti a lanciarsi con il paracadute e si erano salvati, mentre altri due erano rimasti intrappolati nel velivolo. Ancor più precisa la testimonianza del Sig.Lucibella Luigi,che vide l’aereo passare sopra la sua casa,con un motore in fiamme, e poi schiantarsi pochi metri più avanti.

I testimoni, ora ultraottantenni, avevano riferito di “resti umani sparsi nell’erba”, aggiunto  che “dei cadaveri erano rimasti sotto, insieme all’aereo” e concluso che nessuno aveva mai tentato una operazione di recupero.

Sulla base di queste scarne testimonianze, la ricerca anche, grazie alla collaborazione di noti ed affermati studiosi anglosassoni quali David Gunby, Phel Temple, Chris Shores, ha consentito ai Romagna Air Finders di individuare l’aereo ed il relativo equipaggio protagonisti dell’episodio.

A questo punto, sono stati contattati due autentici “mostri sacri” della storia della South African Air Force, Ken Smy e Stefaan Bouwer, i quali hanno fornito documentazione proveniente da archivi di Pretoria, ed hanno rintracciato i parenti del pilota del bombardiere precipitato ad Anguillara, il Major Mathias.

Lo scavo:

Sabato 6 ottobre è una giornata umida e nebbiosa.

Sul campo di grano del Sig. Giugliano Siviero Guerrino,ad Anguillara Veneta,si ritrovano il gruppo di scavo del Romagna Air Finders, due rappresentanti del gruppo A.C.Po, Luca Merli e Diego Vezzoli, e dei rappresentanti del gruppo Gotica Toscana, per fornire il loro contributo alle operazioni di scavo, organizzate e condotte da Leo Venieri, presidente del sodalizio romagnolo.

Il cordone di sicurezza, tutt’intorno all’area dello scavo, è  formato, congiuntamente, dall’Associazione Nazionale Alpini e dalla Protezione Civile di Anguillara. Viene allestita la tenda da campo,dove il personale della Croce Rossa,sotto la guida del Dott, Lorenzo Cappellari, potrà esaminare e ricomporre eventuali resti umani.

 

 

Presente alle operazioni di scavo, Mr. Mark  Mathias, nipote del Comandante W.P.M. Mathias, che rimase ucciso nella caduta del velivolo.

Le operazioni iniziano sotto lo sguardo attento dei Carabinieri e del sindaco,Dott.Luigi Polo,sindaco del Comune di Anguillara.

Immediatamente, a profondità minima, sono stati recuperati frammenti di alluminio, bossoli di proiettili calibro 12,7mm, pezzi di metallo avio, tubolature, rivetti…

Ancor più rilevanti, i resti umani rinvenuti in un successivo momento.

Si pensa appartengano all’Operatore radio-mitragliere, Lt Bullard e sono stati consegnati all’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Ferrara che, tramite test del DNA, procederà alla identificazione.

A quel punto, la tensione è salita: tutti i presenti speravano di poter rinvenire i resti del Major Mathias.

Ma un imprevisto, sempre in agguato in questo genere di operazioni, ha spento sul nascere le aspettative dei tanti volontari al lavoro.

La pala meccanica, che già aveva portato alla luce alcuni ordigni incendiari da 4 libbre, ha improvvisamente scoperto una bomba da 250 libbre.

A quel punto, lo scavo è stato interrotto e sono intervenute le autorità militari.

La Regione Miltare Nord-Est ha istituito una unità di crisi che si occuperà a breve della bonifica dell’area.

Dopo che la zona sarà stata messa in sicurezza, i volontari avranno modo di completare la loro opera e, si spera, di recuperare i resti del Major Mathias e nuovi reperti del bombardiere.

Alessandro Voltolina, dopo la chiusura temporanea dello scavo, ha avuto l’opportunità di accompagnare Mr. Mark Mathias al Cimitero Militare Alleato di Padova, dove sono commemorati i tre aviatori a bordo del velivolo precipitato ad Anguillara.

La missione:

Raccontiamo sinteticamente come andarono le cose, quella notte di sessantasette anni fa.

Il Martin Baltimore  Mk V  codici FW 412, decollò  dal Cesenatico landing ground, un aeroporto avanzato costruito dagli Alleati sulla spiaggia della nota località della riviera romagnola, alle 00:30 del 25 aprile 1945.

Obiettivo della missione, il ponte sul Po di Corbola, riferimento BMS G480037 (45.01N / 12.01E).

In quei giorni, dopo che l’offensiva primaverile alleata aveva infranto la Linea Gotica, le truppe tedesche erano in ritirata e tutti gli attraversamenti sul Po erano diventati obiettivi di primaria importanza per l’aviazione angloamericana.

Ricordiamo en passant che, nel dopo l’inizio dell’offensiva terrestre, scattata il 9 aprile, le forze aeree tattiche alleate (MATAF) si dedicarono al diretto supporto delle operazioni lungo la linea del fronte, lasciando in secondo piano gli attacchi alle linee di comunicazione nemiche che avevano costituito il loro principale obiettivo nel corso  dei sei mesi precedenti.

L’aereo era armato con 6 bombe da 250 libbre e 30 ordigni incendiari da 4 libbre.

Le condizioni meteorologiche erano favorevoli, la visibilità buona; c’era la luna piena.

Dopo il decollo, non fu ricevuta alcuna comunicazione radio e il bombardiere non rientrò alla base.

Si trattò della missione #230 del reparto, che vide coinvolti in tutto 26 Baltimore Mk V.

A bordo, un equipaggio composto di quattro aviatori:

Pilot:  Major MATHIAS W.M.P.    47488W

Observer : Captain GOULD  D.L.          82005V

Wireless Operator/ Air Gunner: TENNANT A.L.  102401 V

Wireless Operator/ Air Gunner:2nd Lt BULLARD F. 206176 V

Tutti i membri dell’equipaggio furono dichiarati MIA (Missing In Action).

In base alle testimonianze raccolte da altri aviatori che presero parte alla missione, l’avvicinamento a Corbola fu effettuato a bassa quota.

L’aeroplano pilotato dal Major Mathias fu inquadrato dal fuoco antiaerei leggero e, colpito,  venne visto precipitare in fiamme verso le 02:30.

Il Major Mathias, probabilmente ferito, non riuscì ad abbandonare l’aereo oppure urtò la deriva mentre tentava di “saltare”; il Lt Bullard non riuscì ad abbandonare l’aereo e probabilmente rimase ucciso alla sua postazione in torretta.

Il Lt Tennant si ferì ad una gamba ma si salvò, venendo più tardi ricoverato in un ospedale.

Incredibile la sorte del Captain Gould.

Saltò con il paracadute e si salvò, poi entrò in contatto con dei partigiani locali, ai quali rilasciò un rapporto sulla sorte occorsa al resto dell’equipaggio.

Rimase ucciso in una casa diroccata dal fuoco dell’artiglieria britannica il 28 aprile, mentre attendeva il passaggio de fronte per poter rientrare nelle linee Alleate.

L’ultima pagina del flight book di Mathias:

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FOTO RECUPERO

Ten. Pil. Giovanni Battista Boscutti – Correzzola (PD) 11 novembre 2006

Tenente Giovanni Battista Boscutti Medaglia D’Argento al Valore Militare                                                               boscutti

11 Febbraio 2006 – La testimonianza

L’ inizio delle ricerche risale all’11 febbraio 2006, durante un’ esposizione di alcuni reperti dei Romagna Air Finders, a Ferrara, in occasione di MILIFERRARA, fiera di militaria. Mirko Tesser, di Pontelongo (Padova) si avvicina al nostro stand, accompagnato da alcuni amici, dopo un attimo  di esitazione, ci parla di un abbattimento di un pilota italiano, avvenuto nel marzo del ’44 e caduto nelle campagne di Correzzola, dopo Cavarzere direzione Padova. Offriamo tutta la nostra collaborazione e assistenza, registriamo tutta la testimonianza, scambiamo contatti telefonici, indirizzi e cellulari, cosa che facciamo sempre in questi casi e ci consultiamo con il resto del gruppo.

Le parole di Tesser:

” Era circa mezzogiorno e su in cielo si stava svolgendo una delle tante battaglie aeree che erano ormai all’ordine del giorno, quando vidi un aereo che veniva giù quasi in picchiata, era chiaramente fuori controllo, poi un gran boato e una grossa nuvola di fumo.Io ed altri bambini ci recammo sul luogo del disastro, la scena era a dir poco agghiacciante: lamiere fumanti, fuoco, ed una grossa voragine da dove si vedeva uscire del fumo denso e nero, attorno alla voragine Ie ali distrutte e parti del velivolo sparpagliate ovunque, ed e Iì che vidi per la prima volta un cadavere, o per meglio dire parti di esso… Non capivamo esattamente quello che era successo, per noi bambini era quasi un gioco, non è che questi eventi capitassero tutti i giorni, la guerra era quasi una quotidianità, ma quel giorno la guerra era arrivata davanti ai miei occhi con tutta la sua crudeltà. Dopo pochi minuti arrivarono i militi della Guardia Nazionale Repubblicana che recuperarono pochi resti del pilota, Ii composero dentro una cassettina di legno che venne poi consegnata al parroco. Fu fatto anche un tentativo per cercare di recuperare altro materiale, ma I’operazione venne abbandonata di lì a poco causa di infiltrazione d’acqua nella buca.”

Prima con la cartina, per individuare la località e in internet per “spulciare” negli archivi e nei forum di discussione di appassionati di storia dell’ aeronautica a livello internazionale. Ci viene incontro il prezioso aiuto di un caro amico, Alessandro Voltolina, di Chioggia. Una volta accordato l’ incontro con Tesser, Voltolina si fa accompagnare sul luogo dell’ impatto, per documentarci e ci spedisce per mail la foto con i dati e le coordinate della zona. Cominciamo ad avere qualche cosa di concreto, ma ovviamente non basta.

Su consiglio di Alberto Ferrari, il sig. Tesser, con il parroco locale, trova nell’ archivio della Chiesa un certificato di morte di un aviatore.

 

certificato morte

“Li 12 marzo 1944

Boscutti Battista soldato Aviere nato il 15 febbraio 1912 domiciliato nella parrocchia di Sanguarzo/ Udine di condizione soldato aviere caduto in territorio di Correzzola con il suo aeroplano incendiato morì il giorno 11 marzo 944 alle ore 11 1/2.Ricevette i Sacramenti Non fu possibile perchè fu trovato smembrato in più pezzi. L’apparecchio sprofondato per circa nove metri e i resti mortali furono raccolti in dieci giorni di lavoro e la benedizione Papale con la Raccomandazione dell’ anima. La salma, dopo le esequie celebrate in questa Chiesa, fu tumulata nel cimitero di Sanguarzo / Cividale il giorno dopo i funerali fatti solennemente in Correzzola

Firma del Parroco o Curato Bertuzzo Don Giuseppe”

 

Abbiamo il nome di un pilota e la data dell’ abbattimento che coincide con la testimonianza. Ma dobbiamo avere ulteriori conferme.Grazie alla collaborazione del Dott. Ferdinando D’Amico, storico a livello internazionale, otteniamo copia del rapporto compilato dal Cap. Adriano Visconti dopo la Battaglia sul cielo di Padova.

Report110344

POSTA DA CAMPO 049 li 12/3/44                               I GRUPPO CACCIA COMANDO AL COMANDO CACCIA

SUA SEDE

 

RAPPORTO SULL’AZIONE BELLICA COMPIUTA IL GIORNO 11 MARZO 1944

Nelcielodi: Foce del Po,Verona,Treviso,Padova,Venezia.- Speciedell’azione: caccia su allarme                               Oradipartenzadeivelivoli: 11.03.-

Numerovelivoliimpiegatietipo:   36Mc. 205.-

NomeCapoformazione: Capitano VISCONTI Adriano.(Ten. Guidi Amedeo,Ten.Ligugnana Mario).-

Relazionesull’azionecompiuta: Decollati ad ore 11.03 con ordine di volo: massima quota su Gorizia.Con successivo ordine radio la formazione raggiunge le foci del Po. Ivi incrocia con vantaggio di quota le formazioni di bombardieri nemici con rotta Nord-Ovest. La pattuglia di destra (Ten. Guidi Amedeo) della formazione nostra si lancia all’attacco dei bombardieri: il capo formazione (Cap. Visconti) si impegna con aliquote della caccia di scorta avversaria diretta dei bombardieri; la pattuglia di sinistra avvistati numerosi Lightning in scorta indiretta in quota, manovra per impedire l’attacco di questi ultimi alla nostra formazione. Il combattimento contro fortezze tipo Boeing e contro Thunderbolt si protrae dalle11.40alle12.03(?).

Risultati conseguiti: Otto Thunderbolt sicuramente abbattuti,1 probabile,4mitragliati.Tre fortezze Boeing sicuramente abbattute,una probabile,dodici mitragliate.                  Velivoli perduti durante l’azione: Mc 205 MM92296 pilotato dal S.Ten. CASTELLANI Bruno,caduto in mare a Venezia. Mc 205 MM 92279 pilota Ten. BOSCUTTI Giobatta,e Mc 205 MM 92321 pilota Ten. BORTOLANI Guerrino non rientrati Mc 205 MM 92264 S.Ten. STELLA Andrea atterraggio di fortuna nei pressi di Adria.(Pilota incolume). Velivoli danneggiati in volo: Nessuno.

Questo comando ha provveduto ad avvisare la famiglia del S.Ten. CASTELLANI Bruno,deceduto. I funerali avranno luogo ad Udine,lunedì ore 16.30

9 Luglio 2006 – Primo sondaggio

Abbiamo dei documenti importanti, ma non le prove dell’ abbattimento, quindi un caldissimo 8 luglio i RAF si organizzano per effettuare il primo sopraluogo a Correzzola. Nel frattempo Mirko Tesser e Alessandro Voltolina, si mettono in contatto con il proprietario del terreno, il gentilissimo Donato Lazzarin, che ci autorizza ad entrare nella sua proprietà. Siamo abituati nelle nostre zone ad operare in aperta campagna, ma il punto d’impatto del velivolo, in questo caso è sotto una coltre fitta di piante e arbusti, un rettangolo di terreno incoltivato da tantissimi anni, dai vecchi padroni, ora pieno di fitta vegetazione. Questo ci impedisce di usare al meglio i metaldetectors, ma non ci impedisce di trovare le prime prove: frammenti di alluminio avio.

Siamo sulla buona strada, Tesser ci porta da un altro testimone che conferma l’accaduto. Conosciamo così la signora Remigia Biondi, che, sbalordita del nostro gruppo e impegno, racconta con le lacrime agli occhi di quell’ aereo caduto in picchiata e avvolto dalle fiamme. Ci rivela che ci fu anche un tentativo di recupero, ma a causa di una falda acquifera, l’aereo, già ad una certa profondità, cominciò a sprofondare sempre più, rendendo così impossibile ogni tentativo di estrarre il corpo dilaniato del pilota. Fu trovata la piastrina di riconoscimento e consegnata alla milizia che intervenne per allontanare i civili. Il cratere, con i resti del pilota e del suo aereo, fu riempito di terra e chiuso.  Durante i sondaggi, viene redatto con il Comando dei Carabinieri di Codevigo (Pd) il verbale che ci autorizza alle ricerche di materiale bellico e un altro gruppo si reca in comune di Correzzola. Qui, il proprietario del terreno Sig. Lazzarin, unitamente al Presidente Leo Venieri e a Marcello Spinozzi si recano presso gli uffici dell’Amministrazione Comunale per un colloquio diretto. Conosciamo così i gentilissimi Mauro Fecchio, Sindaco, e il Geometra Nicola Lunardi ed illustriamo il motivo della nostra

presenza nel territorio Comunale ed ufficializzare la richiesta di collaborazione al recupero del Ten. Boscutti. Il Sindaco si è dimostrato subito interessato al nostro intento umanitario con la promessa di collaborazione da parte dell’Ente Locale al recupero del caccia italiano e ai resti del suo sfortunato pilota.

28 Ottobre 2006 – La ricerca del punto esatto dell’impatto

Alle ore 8 arriviamo sul posto. Ad attenderci un mini escavatore e un operatore del comune. Dopo aver bonificato in superfice, dobbiamo trovare il punto esatto della massa.

Gli strumenti non sbagliano: un semplice segnale sotto svariati metri di profondità, può indicare un semplice pezzo di ferro, un chiodo arrugginito, un coperchio di un barattolo, oppure anche solo ossido di un elemento metallico.Vengono eseguiti allora una serie di sondaggi in profondità in tutta l’area. Il punto dove gli strumenti emettono segnale più forte e distinto viene “tracciato”. Viene così stabilito il punto dello scavo.

La falda acquifera – Ricerche sospese

E’ noto che nelle zone situate lungo il Po e specialmente non distanti dal mare, le terre sono di origine paludosa, quindi con un alta percentuale di acqua. Lo notiamo subito dai primi carotaggi. Troviamo finalmente sotto un metro e mezzo circa, il terreno annerito dalla combustione e esplosione dell’ impatto del velivolo al suolo. Questo ci indica che siamo sulla buona strada: la fatica sta per essere ricompensata. Ma purtroppo non è così…Dalla buca, segnata come inizio per lo scavo, fuoriesce acqua.

 

11 novembre 2006 – Il recupero

L’11 novembre è il giorno fissato per lo scavo dell’aereo.

Grazie alla fattiva collaborazione dell’Amministrazione di Correzzola,che mette a disposizione due escavatori,si inizia a scavare.

Gli strumenti di profondità ci indicano che l’aereo,o quel che ne rimane,si trova esattamente nel posto delimitato in precedenza.I primi metri di scavo non rivelano nulla di buono,poi l’infiltrazione di acqua,dalla vicina falda,sempre complicare ancor più le cose.

Iniziano ad affriorare sempre più frammenti avio,improvvisamente l’odore acre del carburante avio,si fa sentire forte.

L’aereo c’è ed è sotto i nostri piedi. La benna inizia a riempirsi di strumenti del cockpit,la cloche,pezzi di blindovetro,quel che rimane del motore il seggiolino..ancora seduto c’è quel che rimane del Ten Boscutti…

Interviene il personale medico della C.R.I. per la rimozione dei resti e la ricomposizione in tenda necroscopica.

Prima dell’arrivo della sera,viene dichiarato concluso lo scavo,e,prima di ricoprire il buco,viene osservato un  minuto di silenzio,alla presenza delle autorità civili e militari.

Il recupero del Ten Boscutti e del suo Macchi si rivelerà uno dei recuperi più “ricchi”,per quantità e qualità del materiale estratto,dei Romagna Air Finders.

 

Le foto del recupero:
http://s83.photobucket.com/user/Volto71/slideshow/recupero%2011-11-06